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Lunedì 10 Giugno 2013 17:33 |
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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Giugno 2013 12:57 |
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3 domande all'assessore Picchi |
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Scritto da Webmaster
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Martedì 28 Maggio 2013 00:00 |
La perdita di casa che scontiamo è stata accompagnata da tutta una serie di varianti urbanistiche in odore di speculazione. Dato che l’Amministrazione lamenta sempre di non aver denaro da investire in Stato Sociale ci sorprenderebbe spiacevolmente se questa avesse posto il proprio favore alla genesi di rendite immobiliari smisurate. Per i privati e le clientele del mattone evidentemente risorse da mobilitare ce ne sarebbero. Data la gravità della questione e la reticenza pubblica (parliamo della variante urbanistica “Abitare Sociale”) intorno alla questione, con giornali cittadini che non approfondiscono il tema e silenziano il tutto, abbiamo organizzato il presidio in nome della chiarezza pubblica, per ricevere risposte chiare dall’assessore nei termini dell’argomento. La presenza qui in consiglio vuole rappresentare l’apertura di un canale di comunicazione che altrimenti, date le numerose reticenze, non avremmo potuto stabilire. Poniamo così delle domande a Bruno Picchi:
- A monte delle recenti variante urbanistiche troviamo il contenzioso con Fremura. Volevamo sapere se la risoluzione del contenzioso nei termini offerti dal Comune di Livorno, ratificati in seguito da un accordo, realizzati insomma, comportasse la previsione, da parte di Fremura, della genesi di una rendita sostanziosa. A monte dei 40 milioni di euro di contenzioso quanto guadagna cioè Fremura con la valorizzazione dei terreni?
- Le istituzioni hanno individuato a monte delle varianti urbanistiche determinate fasce di popolazione da utilizzare come “coloni” dei nuovi quartieri, esiste cioè della cittadinanza disponibile a trasferirsi nei nuovi quartieri? A quali meccanismi intendiamo affidarci nell’opera di popolamento di queste zone?
- Dato che l’abitare sociale presuppone la “partecipazione” dei cittadini come motore propulsivo, quali momenti nella recente storia livornese hanno scandito il libero organizzarsi dei cittadini interessati a trasferirsi ad Est di Livorno, nei nuovi quartieri?
Volevamo aggiungere una breve riflessione sulla necessità, piuttosto che di investire in edilizia popolare nuova ed agevolata, di valorizzare il patrimonio edile inutilizzato già posseduto dall’Amministrazione per tamponare l’emergenza abitativa. Quanto fatto in Corea con gli appartamenti di Via Amendola è grave, preoccupante e criminale. L’esperienza non è servita però da monito a nessuno, dato che nel quartiere Shangai stiamo assistendo col “blocco della chiccaia” al medesimo operare. La demolizione degli edifici, l’inizio di lavori destinati a durare magari 10 anni non aiuta le famiglie in emergenza abitativa. Occorrono soluzioni tempestive.
Mercoledì 29 maggio ritrovo in Piazza del Municipio
Ex Caserma Occupata
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Scritto da Webmaster
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Lunedì 20 Maggio 2013 00:00 |
Quando il signor Silvestri (segretario del Pd di Borgo) scrive sulla Nazione quali siano i suoi interlocutori naturali, il Comune cioè e non i movimenti, rende poco merito, specie in questa stagione della politica, dove si parla tanto di “partecipazione”, compreso tra le fila del Pd, al protagonismo diretto della gente. Sono parole da cui traspare un’impostazione vecchia del fare politica nonché la presunzione di chi crede di appartenere ad un genere del fare politica più alto, più nobile. Ci teniamo a ricordare al “segretario” come il Comune non offra alcuna soluzione in materia abitativa ai soggetti che si rivolgono ai nostri sportelli e che dunque, sul nostro territorio oggi se si vuole interloquire con un soggetto capace di intervenire sul tema casa, volenti o nolenti non si possa scavalcare l’Ex Caserma Occupata. Se ne faccia una ragione il Silvestri, se la cosa turba il suo sonno corra pure in Comune a chiedere spiegazioni, dato che le notizie che riceverebbe lo sveglierebbero da un certo “torpore della ragione”. Forse guardando in faccia la realtà dormirebbe meglio, a meno che i problemi abitativi della cittadinanza per lui siano meno importanti della disponibilità di sede per associazioni di artisti e saltimbanchi, problema che comunque neanche noi ignoriamo (presso la nostra struttura cerchiamo da sempre di stimolare e favorire una presenza culturale e socializzante).
Il motore della riaffermazione del diritto all’abitare sul territorio livornese è oggi, indubbiamente, in maniera sin troppo evidente, l’auto-organizzazione di chi sconta il dramma del bisogno di casa. Curioso poi che si adduca, nell’intervento del Silvestri, il principio di legalità come elemento “morale” di condanna dell’occupazioni di casa. Giusto per rinfrescare sempre la memoria, il Pd ha scontato in questi anni numerosi scandali, con imprenditori legati al partito che hanno perpetrato crimini finanziari di rilievo (si pensi ai “furbetti del quartierino” ed allo scandalo Mps). Senza dilungarsi troppo in disquisizioni pedanti sul principio di legalità, argomento su cui qualsiasi filosofo del diritto serio oggi farebbe una crassa risata, volevamo semplicemente ricordare che esistono fior di costituzioni (“Magna Carta” per esempio) che riconoscono persino il diritto all’insurrezione delle popolazioni. Se la gente oggi non rispetta il principio di legalità chi fa le leggi deve porsi dunque qualche domanda, per scoprire che oggi “delinque” chi magari sino a ieri ha votato il Pd, cittadini comuni e padri di famiglia. Forse però questo argomento interesserebbe poco alla “casta” piddina: interesse di cittadino, si sa, non è interesse di palazzinaro.
Ex caserma occupata
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